IL FUOCO DELL’AMORE

 

La solennità di Pentecoste chiude liturgicamente il lungo periodo del tempo pasquale In effetti, il Mistero pasquale – la passione, morte e risurrezione di Cristo e la sua ascensione al Cielo – trova il suo compimento nella potente effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti insieme con Maria, la Madre del Signore, e gli altri discepoli. Lo Spirito riempì il cenacolo e ricolmò della sua potenza e dei suoi doni i discepoli che avrebbero dovuto continuare nel mondo la missione del Signore Gesù con l’annuncio del Vangelo di salvezza e il perdono dei peccati. Quel giorno fu prezioso e lo è anche per noi: il nuovo popolo dei battezzati. Il Maestro, infatti, non ci ha lasciato orfani, la nostra Pentecoste l’abbiamo celebrata in occasione del sacramento della Confermazione. Con la Pentecoste riviviamo l’evento della nascita della Chiesa, l’umanità nuova ricreata dallo Spirito Santo. Il cristiano è colui che ama il Signore Gesù Cristo «con tutto il cuore, la mente e le forze» (cf. Dt 6,5), lo ama più delle persone a lui care (cf. Mt 10,37), lo ama più della sua stessa vita (cf. Mt 10,39). E proprio vivendo in questo amore il cristiano di ogni tempo può fare esperienza dello Spirito Consolatore che attualizza la presenza di Gesù e lo soccorre nella fatica quotidiana della perseveranza; Spirito di verità, che lo «guida alla verità tutta intera» (Gv 16,13): e per il cristiano la verità non è una nozione astratta, ma una persona, Gesù Cristo (cfr. Gv 14,6)! Pentecoste è un momento propizio per lasciarci invadere dalla speranza, che lo Spirito suscita nei nostri cuori, per essere presenza attiva e carismatica nella Chiesa e nel mondo. Pentecoste è il giorno in cui lo Spirito Santo – quasi a completare l’opera iniziata da Gesù, per riportare gli uomini alla nobiltà di figli di Dio – ci ha donato la forza e l’energia, che solo Dio può dare e dà. La spiritualità di comunione, nata dallo Spirito Santo, deve essere la linfa della Chiesa! “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35). Lo aveva ripetuto con parole sofferte il Maestro nel discorso di addio durante l’ultima cena. Una cosa voleva che fosse chiara per i suoi discepoli: l’amore scambievole e reciproco; unica cifra, unica connotazione per essere suoi! La Chiesa è la comune-unione (comunione) dei discepoli di Gesù Cristo. Comunione nell’amore, per amore, per amare! L’amore è il comandamento e il testamento di Gesù. L’amore è la nuova lingua della nuova comunità. La vita nuova che il Risorto ci dona mediante lo Spirito ci mette in comunione con la Trinità. Il futuro dell’uomo redento è la vita di comunione con Dio e con i fratelli. La comunione è dunque la prima missione della Chiesa; l’azione missionaria è quella di riunire i ‘figli dispersi in una sola famiglia. La ricchezza infinita della Pentecoste, quella effusione dello Spirito di Dio che mai si interrompe ma che continua nel tempo, perché la luce e la grazia di Dio scenda su ogni uomo per rinnovarlo e rinnovare il mondo che attende la vera libertà e la salvezza. La Pentecoste, ci faccia ardere il cuore e ci restituisca la dignità, la grazia, la libertà dei figli e delle figlie di Dio.