Gli esploratori in uscita

Gli esploratori in uscita

Una delle attività fondamentali nella formazione che offre le scoutismo è l’uscita. Un momento impegnativo e assai affascinante che permette ai ragazzi di percorrere sentieri naturalistiche, respirando il profumo della vegetazione. Pantelleria può vantarsene di sentieri infiniti. La giornata di domenica era ideale per fare una tale attività e i Capi hanno colto l’occasione di ritirarsi in montagna con tutto il Reparto. La partenza era prevista alle 09. 30 ma già alle 08.10, qualcuno era sul sagrato. Dopo una piccola esortazione del sacerdote e la benedizione, si sono avviati. La prima tappa è stata fatta in macchina con la collaborazione di alcuni genitore. Ognuno aveva sulle spalle il proprio zainetto dove c’era tutto il necessario per una giornata in mezzo al bosco. Quindi da Serraglia hanno iniziato la salita del monte Gibele. Poi la discesa verso Caldara dove si è consumato il pranzo. Dopo una raccomandata digestione anche se breve, seguivano i giochi con la corda. Questo esercizio che richiede davvero il coraggio, consiste ad attraversare un punto all’altro appeso come una scimmia. Qui si poteva recepire urli di paura, di incoraggiamento, scherzi e tutto ciò di divertente che i ragazzi della loro età potevano fare in quel determinato tempo. L’uscita è un momento importante non solo per la crescita personale, ma anche e soprattutto per consolidare lo spirito del gruppo. Uscire è un attività memorabile che permette di raccontare ai compagni e parenti la bellezza di appartenere a questo gruppo. Erano stanchi ma gioiosi del percorso, del traguardo raggiunto e cioè di aver esplorato la natura; non a caso si chiamano ESPLORATORI. La giornata si è conclusa con la partecipazione alla celebrazione eucaristica nella chiesa di San Giuseppe a Rekhale. La loro presenza in quella chiesa semi vuota d’inverno, ha colmato quasi tutti gli spazi vuoti. Grande anche era la soddisfazione del popolo di Dio radunato come di consueto, nel vedere come non mai tanti ragazzi in quel luogo sacro. Con il quadrato sulla piazza adiacente, hanno rotto le righe.

Don Paul, Cpps.

Le GUIDE SCOUT cercano una guida

Colpiranno il pastore e il gregge sarà disperso. Si è avverata questa profezia anche ai giorni nostri con lo scioglimento del gruppo delle Guide (ragazze Scout). Avrebbero voluto continuare a formarsi alla scuola di Baden POWEL (BP), ad incontrarsi come di consueto il Sabato pomeriggio e Domenica per la Santa messa. Per carenza di figure di riferimento, questo nucleo di ragazze è andato sciogliendosi. Per fortuna, lo spirito di socializzazione sussiste ancora in loro. Proprio per manifestarlo, hanno colto l’invito di Suor Serafina per un momento di convivialità. Riporto quanto segue in modo da riassumere le loro dichiarazioni e impressioni.

“Stasera dopo tanto tempo, ho visto un gruppo di GUIDE unito, che si diverte come non mai. Da un semplice messaggio da parte di suor Serafina ( che poi ha avuto un imprevisto e non è venuta) noi Guide, insieme a don Paul, Giovanna e i Capi degli Esploratori, ci siamo riuniti a TIKIRIKI per mangiare una pizza. È stata la PRIMA volta che ho visto un GRUPPO. Spero che si riunisca UFFICIALMENTE il reparto AURORA BOREALE. Il gruppo rimanga unito come stasera non come altre volte. UNITE A MODO NOSTRO”. 

“Eravamo in compagnia di persone fantastiche stasera”.

–   “Siamo le GUIDE, riunite qui al TIKIRIKI con un Esploratore e dei Capi per passare una serata tutti insieme. È stata una serata entusiasmante”.

–   “In questi anni di Scout, ci siamo conosciute molto bene e noi, anche se abbiamo finito, siamo sempre Guide. Siamo qui per incontrarci di nuovo e riviere un’altra esperienza. Questa sera, ci siamo ritrovate insieme a TIKIRIKI con un appuntamento come facevamo sempre. La mia esperienza è stata bella perché anche la pizza era buona, mi ha fatto piacere rincontrare le mie compagne di squadriglia. Anche se eravamo un bellissimo gruppo mi auguro rimarremo sempre unite”.

Mi ha fatto impressione davvero a vedere queste ragazze che a malincuore hanno messo la loro divisa in guardaroba. Erano felici e non volevano andarsene a casa nonostante avessero scuola il giorno dopo. “Ecco, com’è bello e com’è dolceche i fratelli vivano insieme!” (Sal 133, 1). È evidente che a loro manca quest’appartenenza. Come risulta dalle loro dichiarazioni, nessuna ha usato l’espressione “ex GUIDA”. Quasi per dire : noi GUIDE, cerchiamo una guida. Donne di buona volontà ce ne sono ancora sull’Isola per aiutare queste ragazze? Lasciamo che questa speranza giovanile rimanga delusa? 

Don Paul, Cpps


I CAPI CHIAMANO I GENITORI IN AIUTO

Si è tenuto nella serata del 18 Gennaio, nella sala dell’oratorio, l’incontro tra i capi Scout e i genitori dei ragazzi. Un incontro d’informazione, d’incoraggiamento e di sollecitazione perché i ragazzi abbiano veramente a cuore l’impegno preso, scegliendo di diventare Scout. Ai genitori presenti si è consegnata la lettera che il fondatore Baden Powell (B.P.) scrisse a sua volta ai genitori. Dopo la visione di un corto metraggio relativo alla nascita di questo movimento, uno scambio lodevole di idee e di vedute tra i genitori e i Capi ha alimentato il proseguimento dell’incontro. Lo scautismo presente a Pantelleria grazie allo zelo di don Giacinto Leone, resiste ancora oggi non solo per il SI di questi tre capi: Giuseppe Pavia, Giovanni Culoma e Antonello Franco, di voi genitori, ma soprattutto dei ragazzi che nonostante tutti gli impegni annessi e connessi, vanno e vengono desiderosi di acquistare una personalità nell’ambiente Scout. Dalla fondazione di questo movimento quattro anni fa con una quarantina di ragazzi, appena due sono rimasti fedeli. Non si riesce ancora a capire perché non mettono radici, cioè perché non continuano. Mi sia concesso di fare mie qui, le parole di B.P. Ci sono persone che riescono ed altre che falliscono nella vita. Vogliamo che i nostri ragazzi siano tra coloro che riescono. Dobbiamo sapere però, che il loro fallimento o il loro successo dipende in larga misura dal tipo di educazione da essi ricevuti e dalla personalità che si sono formati. Acquistano varie responsabilità all’interno della squadriglia e cosi facendo, si mettono a servizio degli altri compagni. Risulta dunque indispensabile la partecipazione di ogni Scout alle iniziative inerenti al gruppo nel rispetto delle regole ovviamente. In realtà si tratta qui di una mano tesa a voi genitori di sollecitare i ragazzi, affinché non venga meno il loro impegno e il loro amore verso questo movimento.

Don Paul, Cpps.


Sotto KUDIA, luogo per eccellenza per la loro esercitazione le Guide e gli Esploratori hanno fatto il lavoro manuale attinente alla realtà SCOUT. Hanno avuto la possibilità di stare insieme.




Assenti all’appuntamenmto.

Si sono preparati fisicamente, psicologicamente e materialmente i nostri giovani Scout per partecipare al tradizionale giorno della memoria di Baden Powel, il cosi detto B.P day. Doveva essere una novità per alcuni e una rutina per altri. La storia purtroppo non si è ripetuta quest’anno. Complice dello slittamento sono le condizione meteorologiche che non davano speranza di ritorno come si prevedeva il lunedì 26. Grande è stata l’amarezza, la delusione dell’intero gruppo che sperava incontrare gli altri Scout del Distretto. Chiunque avrebbe provato gli stessi sentimenti di questi nostri ragazzi, già che è voluto molto per convincere alcuni genitori indecisi di autorizzare i propri figli a questa spedizione. Si poteva intuire sul viso di ciascuno la domanda: perché? Comunque, il piano B non è mancato ai capi nel gestire con cautela questa emergenza. Si è visto il gruppo degli Esploratori accamparsi nonostante tutto per qualche ora in zona Kuddia Bruciata, mentre le Guide si sono ritrovate alla sede operativa cioè in parrocchia, a fare revisione di alcuni punti pratici legati al cammino di formazione che stanno seguendo. Hanno concluso la serata con sorriso sulle labbra quasi da dimenticare l’annullamento della partenza grazie ad una cena preparata da loro stesse. Ed è qui che si è verificato davvero l’importanza di appartenere a questo gruppo. Chi era presente ha potuto a questo livello riconoscere non solo la bellezza ma anche l’importanza del gruppo Scout. Queste ragazze, nonostante la tenera età riescono graziosamente a fare ciò che a casa sembrerebbe difficile o impossibile a compiere per pigrizia o disinteresse.

L’ironia della sorte ha voluto che incontrassero il Vicario Generale don Vincenzo nonché il padre Provinciale dei Missionari del Preziosissimo Sangue don Terenzio presenti all’Isola.

La crescita impressionante di questi ragazzi dal punto di vista pratico, nonché la disponibilità dei capi che, con i loro impegni continuano a dare corpo e anima per mantenere saldo l’intero gruppo è senza dubbio da lodare e da incoraggiare. Speriamo che le qualità che già tutti manifestano ai nostri occhi possano essere di stimolo per l’adesione di altri nuovi elementi.

Don Paul, Cpps


“…L’esperienza dello scoutismo, con il suo metodo educativo, orienta verso una vita di qualità attraverso attività che promuovono l’autonomia, l’equilibrio emotivo, la creatività, e la capacità relazionale. Il nostro è un movimento di giovani in cui gli adulti sono “fratelli maggiori” che accompagnano i ragazzi nella loro crescita e li guidano verso quei valori positivi evidenziati dalla Legge e dalla Promessa Scout. Lo scoutismo offre ai ragazzi una sfida a contatto con la natura, promuovendo lo spirito dell’avventura, della fraternità, del gioco di squadra, dell’impegno, del servizio e della responsabilità. Siamo impegnati nel costruire “un mondo migliore” , così come ha lasciato scritto nel suo testamento il fondatore Baden-Powell, un generale inglese che, a cinquant’anni, al culmine di una splendida carriera, insieme alla moglie, decise di dedicarsi totalmente all’educazione dei giovani. Le tecniche con le quali ci esercitiamo fanno maturare specifiche competenze e conquistare dei valori. Per esempio per costruire un tavolo al campo o per progettare e realizzare una route, è necessario sviluppare il senso della progettualità, dell’essenzialità, della disponibilità, ma anche della comunità perché il viaggio si percorre insieme. Sono esperienze utili a risolvere i problemi della quotidianità, fanno interagire pensiero ed operatività, favoriscono autonomia e responsabilità. Grazie ai Capi Scout che, nonostante l’impegno lavorativo e familiare investono con passione energie per la crescita e la promozione dei giovani. Grazie a ciascuno perché la partecipazione di tutti ha permesso di vivere un’esperienza costruttiva e significativa”.
Suor Serafina